antifascismo

6 maggio. Bari. Contestata Casapound e cariche della polizia

07/5/2011

Puntualissima è arrivata anche a Bari la presentazione di "Nessun Dolore" il libro che racconta la storia di Casapound. Alla legittima contestazione dei movimenti, la polizia ha risposto caricando!

In questo periodo di politiche razziste e xenofobe, di continui attacchi ai diritti il neofascismo fa sempre più strada, assumendo una falsa veste democratica grazie al beneplacido delle istituzioni e anche alcuni partiti di centrosinistra.
Ieri, 6 maggio a Bari è stata concessa la Biblitoteca provinciale Santa Teresa dei Maschi a Casapound, per la presentazione del libro Nessun dolore di Domenico Di Tullio con il patrocinio della Regione Puglia (questa è la Puglia migliore di cui parla lo stimatissimo Vendola), della Provincia e della Circoscrizione Murat.
Ragazze e ragazzi antifascisti, provenienti da tutta la Puglia, siamo scesi in strada per impedire la presentazione e per compiere il nostro dovere sociale di antifascisti, per difendere la memoria di Benedetto Petrone assassinato da lame fasciste il 28 novembre del 1977.
La biblioteca provinciale si trova nel borgo antico ieri blindattissimo dalle forze dell'ordine che ci hanno impedito di raggiungere la biblioteca per manifestare il nostro leggittimo dissenso.
Dopo una serie di spintoni abbiamo deciso di bloccare, simbolicamente, una delle vie principali della città, Corso Vittorio Emanuele, ma siamo stati immediatamente sgomberati con violenza dalla forze dell'ordine colpendoci con manganellate, soprattutto nei confronti delle donne accompagnando la violenza con insulti, e colpi di scudo (usati in maniera inpropria). Tutto questo sotto gli occhi dei passanti increduli di tanta violenza immotivata.
La giornata ha avuto un'esito preoccupante: i neofascisti, ultimamente sempre più violenti, stanno riacquistando terreno grazie alla veste istuzionale e democratica concessali dalle stesse istituzioni in nome del dialogo e la concordia (lame e pestaggi).
Le istituzione ormai stanno letteralmente distanziandosi dai reali bisogni di questo paese e da quei pochi ideali e valori che hanno ancora un senso come l'antifascismo.
Noi non ci stiamo e non perderemo mai l'occasione per fare il nostro dovere sociale, essere Antifascisti.

STUDENTI BARESI IN LOTTA