Fonte: Collettivi Cime di Queer e Clitoridee
Cura, assistenza e totale devozione alla famiglia. È questo il ruolo che la donna è obbligata a ricoprire all’interno di una realtà sociale che, sempre più, acuisce la prospettiva per la quale essa debba essere subordinata alla figura maschile e rimanere perennemente “dietro le quinte”, mettendo da parte la propria Autodeterminazione e gli obiettivi in virtù di un bene superiore: figli e marito. In occasione dell’8 marzo, “giornata internazionale della donna”, è necessario evidenziare come ancora oggi persistano e siano radicati nella nostra società simili principi MASCHILISTI e ideologie FASCISTE. Questo momento dovrebbe essere vissuto, da ogni singolo individuo, in prospettiva di una presa di coscienza che inviti a riflettere su quanto alla donna è sottratto a causa di stereotipi e convinzioni che, di fatto, negano alla figura femminile le medesime opportunità che sono invece riconosciute al sesso opposto.
È necessario che ognun*, a prescindere dal proprio genere di appartenenza, lotti affinchè le disparità non siano prassi consolidata, “normalità”: dobbiamo riconoscere l’innamissibilità di comportamenti volti all’esclusione dell’individuo in virtù delle proprie caratteristiche personali; dobbiamo cambiare una società, che per definirsi realmente ANTISESSISTA, dia ad ogni persona la capacità e la possibilità di scegliere per se stessa, per la propria vita, eliminando quei vincoli che, in maniera più o meno occulta, vengono posti all’interno di settori quali, ad esempio, il lavoro. In tal senso, risulta indispensabile chiedere a gran voce la messa in atto di politiche sociali atte a supportare la piena realizzazione e autonomia della donna: pretendiamo interventi che mirino a debellare le suddette convinzioni e incentivino negli uomini la consapevolezza di una parità e uguaglianza sostanziale; pretendiamo che ci sia fornita la medesima opportunità di partecipazione alla vita economica, sociale e politica. In questi anni governi di centro destra e centro sinistra hanno compiuto ingenti tagli alla spesa pubblica con la scusa di pagare il debito pubblico, ma in realtà per regalare danaro alle banche e per emerginare la donne socialmente. Ne sono derivate carenze di asili nido pubblici, la mancanza del tempo pieno in scuole materne e asili, l'innalzamento della retta scolastica.
Siamo stanche di parole e buoni propositi, adesso vogliamo FATTI!!
I collettivi Cime di Queer e Clitoridee