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Egitto, la rivoluzione non è finita

Mentre parecchi in Egitto stanno piangendo la "morte della rivoluzione" ed il conseguente "colpo di stato militare", è ora di sottolineare, o di ri-sottolineare, alcuni punti:

Egitto, milioni di persone in piazza. Report da piazza Tharir

Da domenica scorsa ininterrottamente una guerra di strada si sta susseguendo in tutte le vie che portano a Tahrir Square.

Figli della stessa guerra. Riflessioni sulle rivolte e l'intervento Nato in Libia

Premessa. Il conflitto in Libia tra l'esercito libico fedele a Gheddafi e la coalizione dei “volenterosi”, - organizzatasi sulla base della risoluzione 1973 dell'Onu la quale lasciava spazio a chiunque di intervenire - è un evento che necessita di essere interpretato e demistificato.

Contro Gheddafi e i suoi complici, la Rivolta continua

MERCOLEDI' PRESIDIO AMBASCIATA LIBICA A ROMA
Mercoledì 23 febbraio, alle ore 15.00, la comunità libica a Roma ha convocato una manifestazione davanti all’ambasciata di Tripoli, in Via Nomentana n. 365 (nel tratto fra gli incroci con Viale XXI Aprile e Via Asmara/Via S. Angela Merici). Invitiamo tutte e tutti a partecipare numerosi.

"Come in Egitto", cresce la voglia di piazza

Nell'opposizione il 25% per una mobilitazione continua. In campo un movimento più vasto di quanto furono i girotondi. Quasi quattro italiani su dieci sostengono le ragioni della protesta
da Repubblica.it

La rivoluzione è possibile

Mubarak si è dimesso sotto la spinta della sollevazione popolare. Non sappiamo cosa succederà ora, se la delusione prenderà il posto della speranza. Ma Il Cairo mostra qual è la strada del cambiamento
da www.ilmegafonoquotidiano.it

Egitto: la rivoluzione sta vincendo. Mubarak si è dimesso

Cenatinaia di migliaia di persone festeggiano a piazza Tahrir, al Cairo, dopo l'annuncio delle dimissioni del presidente. Dalla piazza, epicentro della protesta, si leva il coro ''il popolo ha abbattuto il regime!''

La ribellione egiziana e le sue implicazioni in Palestina

Siamo nel mezzo di un terremoto politico nel mondo arabo e la terra non ha ancora smesso di tremare. Fare previsioni quando gli eventi sono così mutevoli è rischioso, ma non c’è dubbio che la ribellione in Egitto – comunque finisca – avrà un impatto drammatico nella regione mediorientale e in Palestina.

E se i ragazzi di Tahrir facessero un partito?

Più volte, dai giornalisti al Cairo, è stato chiesto ai ragazzi se fossero organizzati in un partito. Chi fosse il loro portavoce, se avessero un ufficio stampa. Da quello che ho capito, in questi anni, gli attivisti sono una piccola comunità che si con0sce, ha intessuto una rete di relazioni, iniziate magari in Rete e proseguite nelle strade dell’attivismo. Loro sono lì, in piazza Tahrir.

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