da RebusMagazine - La natura delle delocalizzazioni produttive e la loro articolazione recente in Italia (vedi “la fabbrica cambia sede: la frontiera è ad oriente”), si innestano pienamente nei processi di ristrutturazione e riorganizzazione aziendale che
Le piazze del 13 Febbraio quasi casualmente ricadevano a due mesi da quel 14 Dicembre in cui il movimento studentesco irrompeva prepotentemente nella scena politica italiana. Tra queste due date l’Italia ha vissuto la battaglia di resistenza degli operai di Mirafiori e uno sciopero generale della FIOM.
“Sciopero generale! Sciopero generale!”. Questo è lo slogan che nelle giornate del 27 e 28 gennaio è risuonato nelle piazze del sud, del centro e del nord Italia, dove le tute blu hanno incrociato le braccia per lo sciopero di categoria indetto da Fiom e sindacati di base, mentre i Cobas hanno coraggiosamente proclamato lo sciopero generale di tutte le categorie.
Riportiamo di seguito l'intervento che come studenti e studentesse della Sapienza avremmo dovuto leggere alla manifestazione del 28 gennaio a Cassino, se Trenitalia non avesse bloccato il nostro treno a Colleferro, impedendoci di partecipare al corteo.
Roma: ore 14:20 finalmente gli studenti della Sapienza stanno tornando nella Capitale. Purtroppo, a causa dei disagi creati dalle Ferrovie dello Stato, la delegazione studentesca non è riuscita ad arrivare a Cassino, dove si è svolto un grande e partecipato corteo indetto dall Fiom.
Con questo striscione verranno aperte le manifestazioni regionali che si terranno il 28 gennaio prossimo nel giorno dello sciopero generale della categoria proclamato dalla Fiom.
Nel luglio del 2010 tre operai della Fiat Sata di Melfi vengono sospesi dall'azienda a seguito di un corteo interno, colpevoli di essere stati in prima linea per la lotta dei lavoratori. Reintegrati da un giudice, sono stati poi messi nella condizione di non svolgere le proprie mansioni.
Gli studenti tornano in piazza. Questa volta decisi a saldare la loro battaglia per «i diritti e il futuro» a quella degli operai, un’altra categoria chiamata a «pagare il prezzo della crisi».
di Viola Giannoli e Sara Grattoggi da Repubblica.it