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Egitto, la rivoluzione non è finita

Mentre parecchi in Egitto stanno piangendo la "morte della rivoluzione" ed il conseguente "colpo di stato militare", è ora di sottolineare, o di ri-sottolineare, alcuni punti:

A caldo: che cos’è questo golpe?

di Wu Ming da www.wumingfoundation.com - Intanto, non è un golpe. Non c’è bisogno di un golpe.
In Europa, il golpe è démodé da almeno quarant’anni. E’ assodato che si possono ottenere gli stessi risultati con più discrezione e gradualità. Il che non vuol dire con meno violenza: è solo un altro uso della violenza, più dosato, capillare, diversificato.

E se importassimo la rivoluzione?

Domenica 13 febbraio eravamo tutte e tutti nelle piazze italiane, per ricordare a Berlusconi che la dignità delle cittadine e dei cittadini, delle donne e degli uomini di questo paese non è in vendita e non è sindacabile…non quella di tutti almeno.

La rivoluzione alle porte

Continua il dibattito sulla costruzione di una manifestazione nazionale delle opposizioni sociali per mandare finalmente a casa questo governo; dibattito che, come AteneinRivolta, abbiamo voluto aprire con

Tunisia, la lotta per difendere la rivoluzione

Dopo la cacciata di Ben Ali si è aperto lo scontro tra chi vuole approfondire la rivoluzione del 14 gennaio e chi cerca di riorganizzare le vecchie forze. La proposta di un'Assemblea costituente e di un "congresso" formato da comitati popolari e forze sociali
da Solidarités

La rivoluzione è possibile

Mubarak si è dimesso sotto la spinta della sollevazione popolare. Non sappiamo cosa succederà ora, se la delusione prenderà il posto della speranza. Ma Il Cairo mostra qual è la strada del cambiamento
da www.ilmegafonoquotidiano.it

Egitto: la rivoluzione sta vincendo. Mubarak si è dimesso

Cenatinaia di migliaia di persone festeggiano a piazza Tahrir, al Cairo, dopo l'annuncio delle dimissioni del presidente. Dalla piazza, epicentro della protesta, si leva il coro ''il popolo ha abbattuto il regime!''

E se i ragazzi di Tahrir facessero un partito?

Più volte, dai giornalisti al Cairo, è stato chiesto ai ragazzi se fossero organizzati in un partito. Chi fosse il loro portavoce, se avessero un ufficio stampa. Da quello che ho capito, in questi anni, gli attivisti sono una piccola comunità che si con0sce, ha intessuto una rete di relazioni, iniziate magari in Rete e proseguite nelle strade dell’attivismo. Loro sono lì, in piazza Tahrir.

Tahrir, la piazza del popolo

Il Cairo non aveva visto così tanto popolo per le strade dai tempi di questa foto. Era anche allora febbraio, l’inizio di febbraio. Il 4 febbraio di 36 anni fa, il 1975. Erano i funerali di Umm Kulthoum, la Stella d’Oriente, la regina della canzone araba.

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