G8: 10 LUGLIO, CONTINUANO LE CONTESTAZIONI. AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE.

i caschetti di ateneinrivolta.org

"Siamo tutti dei terremotati"

L'AQUILA - Due ore e mezza sotto il solleone in marcia sulla statale 17, tra i campi di fieno della campagna aquilana; poi la ripida ascesa alla Villa, nel cuore della città, e il gran finale con scampoli di tensione, esplosa all'improvviso quando un manipolo di teste calde italiane e straniere ha provato a sfidare il cordone di polizia che controllava l'accesso al Centro storico devastato del capoluogo abruzzese. I primi calano sul viso sciarpe e maglioncini, pronti a dare battaglia; gli agenti indossano all'istante i caschi, preparando la carica. La tensione sale a mille, e si scarica in un gran balzo generale di venti metri all'indietro. Dopo un po' ci riprovano lanciando bottigliette d'acqua contro poliziotti e telecamere. Stop, fine.

I manifestanti sono alcune migliaia, vengono soprattutto dal centro sud. In mille da Roma, con una carovana di una dozzina di pullman e le auto private. Altri cinque pullman, dicono gli organizzatori, sono arrivati da Napoli, un paio dalla Sicilia. E ce n'é uno con i ragazzi di un centro sociale di Firenze, e poi almeno un centinaio di auto e qualche altro singolo pullman. Il cuore del corteo sono le centinaia di bandiere rosse dei sindacati di base e delle varie anime della sinistra comunista, il clima è sereno nonostante sia evidente che tra i manifestanti ci siano anche le anime torride che hanno infocato il clima in tutti questi giorni di proteste nelle città italiane.
Il ritrovo è la stazione di Paganica, una delle frazioni devastate dal sisma. Arriva la notizia che i ragazzi arrestati nei giorni scorsi sono stati liberati, ciò che manifestanti chiedevano ossessivamente nei canti e negli slogan. Il premio non poteva essere migliore.

Si parte alle 14, con siparietto artistico: una performance con quattro "santi" in preghiera per le disgrazie malavitose della Campania. Poi via per sei chilometri di marcia sulla statale che costeggia la zona industriale, praticamente deserta, sfilando infine davanti alla tendopoli di Bazzano. "Già ne abbiamo tanti, di problemi, speriamo stiano calmi e non creino guai", sospira Bernardino, 58 anni, pensionato Carispac. Bernardino compreso, ci sono solo una mezza dozzina di adulti a osservare il passaggio del corteo. "Hanno ragione a protestare", dice però Vittoria, seduta su una sedia al bordo della strada: "Siamo qui da tre mesi, abbiamo la casa distrutta e le condizioni in questi campi non sono umane. Io non lavoro, mio marito è autonomo e non guadagna nulla da tre mesi, non ho un euro e per chiedere un dentifricio c'è tanta burocrazia che sembra ti facciano l'elemosina". Tant'è, i ragazzi del corteo ci provano inutilmente, a coinvolgere gli sfollati: li chiamano coi loro canti, ma sono parole al vento.

Più oltre, il corteo passa davanti alle nuove piattaforme antisismiche di una delle cittadelle progettate per ospitare gli sfollati. Si temeva un assalto al cantiere, ma il clima si mantiene molto soft. "Mancano le protezioni contro le cadute", si limita a urlare a squarciagola un edile dei sindacati di base facendo sorridere la fila di operai fermi a osservare il passaggio.

Al megafono, Bobo dei Cobas di Bari chiama la tarantella, e qualcuno lì dietro balla e canta. Di tanto in tanto, sotto il sole che avvampa e sfianca, qualcuno prende il megafono e canta che "la rivoluzione ci sarà", o urla che "la lotta sarà sempre più dura". Un'altra voce avverte che "nonostante le str... che sono state dette su questa manifestazione siamo qui contro la globalizzazione che sta distruggendo il mondo", e un'altra ancora arringa i campi deserti e i colleghi di passo spiegando che c'è "un terremoto economico e sociale, siamo tutti terremotati".

Come una tappa severa del Giro d'Italia, dopo la lunga pianura affrontata con ottimo piede si comincia la gran salita che porta alla Villa, dove i manifestanti venuti all'Aquila per la prima volta dopo il terremoto vedranno le prime uniche macerie della città devastata. Il corteo passa per il viale centrale, i ragazzi osservano una palazzina sventrata e l'emozione è grande: scattano decine di foto, impressionati. Lì accanto, nella strada parallela, edifici interamente crollati hanno portato via un'infinità di vite, ma quel piccolo cumulo di macerie incontrate è già più che sufficiente a stringere lo stomaco.

Per questo nessuno si aspetta che ci sia ancora una coda velenosa, nel corteo anti G8. La lunga salita, le immagini di un dolore che si percepisce subito immenso... la marcia finisce però davanti al cordone di polizia che impedisce l'accesso al tempio della città vecchia sventrata. Un gruppetto di ragazzi con la voglia di fracassare qualcosa c'è ancora: è composto da italiani e stranieri in pari numero e si ritrova dietro le insegne "Smash G8". "Servi, servi!", urlano alla polizia. La tensione dura solo il tempo di indossare i caschi e accennare alla carica. "Compagni, è una provocazione. Non accettatela - implora il megafono - i pullman sono pronti, cominciamo il rientro".
(da Repubblica.it)

ALL'AQUILA CORTEO NO GLOBAL CONCLUSO, TENSIONE MA NESSUN INCIDENTE (ANSA) L'AQUILA - Si appena conclusa, senza incidenti, ma con qualche momento di tensione, la manifestazione che ha visto sfilare alcune migliaia di no global da Paganica a L'Aquila per protestare contro il G8. La grande maggioranza dei partecipanti al corteo - arrivato alla villa comunale, davanti all'ingresso del centro storico aquilano, zona rossa presidiata dalla polizia - è riuscita a disinnescare i propositi bellicosi di alcuni 'duri' che volevano scontrarsi con le forze dell'ordine. (ANSA 2009-07-10 17:30)

L'AQUILA, POLIZIA FRONTEGGIA MANIFESTANTI
L'AQUILA (ANSA) - La polizia sta fronteggiando un gruppo di manifestanti che, giunti ai giardini comunali, stanno tentando di entrare nel centro storico dell'Aquila, che e' chiuso. Gli agenti di polizia, in assetto anti sommossa, impediscono l'ingresso ai manifestanti che premono per entrare e urlano slogan. Alcuni dei no-global hanno lanciato bottiglie di plastica contro lo schieramento delle forze di polizia che presidia l'ingresso al centro storico. In questo momento la situazione sembra meno tesa, anche se gruppi contrapposti continuano a tenersi d'occhio.
Sono "una cinquantina di facinorosi, che avevamo individuato fin dall'inizio ed isolato", i responsabili delle schermaglie che si sono verificate all'Aquila, al termine del corteo No-G8. E' quanto afferma il portavoce dei Cobas Piero Bernocchi, uno degli organizzatori dell'iniziativa. Questo gruppo di persone, ha spiegato, si è radunato intorno allo striscione "Smash G8" e sarebbe composto "metà da italiani e metà da stranieri". Lo stesso Bernocchi ha dichiarato chiusa la manifestazione ed ha invitato i partecipanti a tornare ai pullman e alle loro città. (ANSA - 2009-07-10 16:50)

L'AQUILA, POLIZIA FRONTEGGIA MANIFESTANTI
L'AQUILA (ANSA) - La polizia sta fronteggiando un gruppo di manifestanti che, giunti ai giardini comunali, stanno tentando di entrare nel centro storico dell'Aquila, che e' chiuso. Gli agenti di polizia, in assetto anti sommossa, impediscono l'ingresso ai manifestanti che premono per entrare e urlano slogan. C'e' tensione, ma la situazione sembra al momento sotto controllo. (ANSA - 2009-07-10 16:32)

ESCONO LE COMPAGNE DAL CARCERE DI REBIBBIA (RADIO ONDA ROSSA) - Un gruppo di attivisti ed attiviste si è riunito per abbracciare le compagne arrestate martedí scorso alla loro uscita dal carcere di Rebibbia. Vari messaggi di solidarietà per loro negli ultimi giorni. Per le attiviste italiane resta l'obbligo di firma.

L'AQUILA, IL CORTEO 'NO GLOBAL' VERSO DESTINAZIONE
L'AQUILA (ANSA) - La testa del corteo No-global si sta avvicinando ai giardini comunali dell'Aquila, dove la manifestazione anti G8 si concluderà: finora tutto si è svolto pacificamente, nessun tipo di incidente. Il corteo è piuttosto sfilacciato e si snoda probabilmente per più di un chilometro lungo la strada statale 17 che collega la stazione di Paganica - e che passa in prossimità di alcune frazioni diventate simbolo del terremoto, come Onna, Paganica, Tempera - con L'Aquila. I partecipanti, secondo la Questura dell'Aquila, sarebbero poco più di 2.000.
Davanti e in coda ci sono uomini e mezzi delle forze di polizia, mentre un elicottero della Polizia di Stato continua a sorvolare la zona. Nessun presidio particolare, invece, lungo il percorso e a sorvegliare i bivi e deviazioni varie ci sono soprattutto pattuglie della Polizia Municipale. Pochi gli aquilani che assistono alla marcia ai bordi della strada e poco numerosi anche quelli che prendono parte al corteo, composto soprattutto da manifestanti proven
ienti da altre città e pure dall'estero.
Il corteo era partito dalla stazione di Paganica con alla testa lo striscione "Voi G8 siete il terremoto, noi tutti aquilani". A reggere lo striscione iniziale, anche alcuni rappresentanti dei vigili del fuoco, tra le categorie più impegnate per il terremoto. Nel corteo sono presenti, tra gli altri, esponenti di Cobas, Rifondazione comunista, Comunisti italiani, Sinistra critica, sindacati di base e alcune associazioni aquilane come Epicentro solidale.
Momenti di tensione si sono avuti tra gli organizzatori e un gruppo di giovani che espongono uno striscione con una scritta "Smash G8" firmato da Tikb, che è il Partito comunista turco, che raffigura anche il simbolo della falce e martello con un mitra in mezzo. Gli organizzatori della Rete nazionale Go-g8 hanno discusso con i giovani che sostenevano il cartello, chiedendo la sua rimozione, ma alla fine si è raggiunto un compromesso e il cartello è rimasto al suo posto, senza con questo che si sia verificato alcun incidente. Il corteo prosegue regolarmente tra slogan e cori, intervallati da tamburi e fischietti.
Il corteo passando davanti ai cantieri della new town di Bazzano, dove si stanno costruendo abitazioni a prova di sisma per accogliere gli sfollati aquilani, hanno protestato. La soluzione della new town non piace ai comitati aquilani che stanno protestando al grido di "Case sì, ghetti no". I lavoratori del cantiere si sono fermati ad osservare il corteo. Non si vedono forze dell'ordine a protezione dell'area. Dal cielo vigila un elicottero della polizia. (ANSA - 2009-07-10 16:07)

G8: CORTEO PASSA E LA GENTE OFFRE DA BERE (ASCA) - L'Aquila, 10 lug - La gente dell'Aquila ha voluto esprimere, in molti casi, la propria vicinanza ai manifestanti che da stamane stanno sfilando, dalla stazione di Paganica, in direzione dell'Aquila per protestare contro il G8 e per chiedere una ricostruzione ''dal basso'' dopo il sisma dell'aprile scorso.
Giunti all'altezza del primo borgo abitato lungo il percorso del corteo, quello di Sant'Elia, le persone si sono affacciate dalle case salutando i manifestanti e, in molti casi, offrendo loro acqua e qualche genere di prima necessita', ancora piu' gradita vista la calura del primo pomeriggio. Alcune famiglie, addirittura, hanno fatto entrare alcuni giovani che stanno sfilando nelle loro abitazioni per dare loro da bere, altri hanno riempito le bottiglie e le borracce dei ragazzi che stanno manifestando ed accettando a loro volta i manifestini, che i ragazzi portano con loro. Tra questi ve ne e' uno con su scritto: ''Il terremoto non e' una fatalita', questo governo e' una calamita'''. Sui cartelli stradali che portano fino all'Aquila, intanto, i manifestanti hanno affisso un simpatico quanto significativo slogan con su scritto il famoso detto latino, rivisitato a loro modo: ''Verba volant sisma manet''. (ASCA - 10-07-09)

AGI - G8, A L'AQUILA È ANCHE IL GIORNO DEL CORTEO.
Massicci controlli, ma gli organizzatori assicurano: Corteo pacifico
Percorso dalla stazione di Paganica verso il centro della città. Attese 5mila persone
In concomitanza con la giornata di chiusura del summit G8, si radunano nel capoluogo abruzzese comitati cittadini, movimenti NoG8, studenti e sindacati di base. In contestazione, oltre al vertice in corso a Coppito, soprattuto i progetti di ricostruzione dei territori colpiti dal terremoto varati dal governo. La manifestazione tenterà di arrivare nel centro della città, blindato da tempo: «Vogliamo riconsegnarlo simbolicamente ai suoi cittadini», dicono gli organizzatori. Le autorità temono azioni violente, ma i manifestanti smentiscono ogni accusa: «Sarà un corteo assolutamente pacifico, non cadremo in trappole».
Nella caserma della Guardia di Finanza di Coppito i grandi del mondo discutono dei temi globali, dalla crisi economica al clima, dalla povertà e l'Africa alla sicurezza alimentare. Ma il G8 non è solo quello istituzionale e fuori, a L'Aquila devastata dal terremoto, oggi è anche il giorno del corteo. Alcuni comitati cittadini, movimenti e associazioni NoG8, studenti e sindacati di base sfileranno per sette chilometri per contestare il summit in corso, ma anche per richiamare l'attenzione sull'Abruzzo ferito dal sisma e sulla ricostruzione.
Dalle 13 il corteo «assolutamente pacifico», come tengono a sottolineare gli organizzatori, e per cui è prevista la partecipazione di 5-6mila persone provenienti da diverse parti d'Italia, si snoderà dalla stazione di Paganica per dirigersi verso la Villa Comunale, ai limiti del centro storico de L'Aquila, passando per la statale 17 nei pressi di Onna, il paese fantasma completamente raso al suolo dalla scossa del 6 aprile. Sul percorso il cordone troverà anche uno dei siti tra Bazzano e Sant'Elia sui quali il governo costruirà le new town, i nuovi centri abitati: qui potrebbe avere luogo una iniziativa meramente simbolica per ribadire il sostengono a una ricostruzione affidata alla popolazione e non al governo; sui cantieri delle case in costruzione si concentra anche la massima attenzione delle forze dell'ordine, che temono azioni autorità un'azione dimostrativa che si concentra la massima attenzione delle forze dell'ordine, che temono una possibile azione dimostrativa da parte di alcuni gruppi di disobbedienti. L'ipotesi viene categoricamente spazzata via dagli organizzatori, i quali puntano a lambire le quattro tendopoli presenti sull'itinerario - quella di Paganica, le due di Bazzano e quella di Sant'Elia - con l'obiettivo di coinvolgere nella loro marcia gli abitanti delle tende: «Nonostante ciò che si dice in questi giorni, non è in programma alcuna azione ai cantieri di Bazzano. Significherebbe andare contro lo spirito di una manifestazione che vuole sensibilizzare l'opinione pubblica sul grave problema delle persone che ancora oggi vivono nelle tendopoli. Nessuno vuole creare alibi per scontri che rovinerebbero l'intento dell'iniziativa», hanno spiegato gli organizzatori. Nessuna intenzione di cadere in «trappole» che possano scatenare disordini: «La marcia all'Aquila eviterà "zone rosse" e altre trappole. Punterà pacificamente verso il centro per riconsegnarlo simbolicamente ai suoi cittadini». (Agenzia Multimediale Italiana - 2009-07-10 15:16:31)

IL CORTEO 'NO GLOBAL' MARCIA VERSO L'AQUILA (ANSA) - Con alla testa lo striscione "Voi G8 siete il terremoto, noi tutti aquilani" è partito dalla stazione di Paganica (L'Aquila) il corteo di protesta organizzato dalla rete nazionale contro il G8. Circa un migliaio i partecipanti. A reggere lo striscione iniziale, anche alcuni rappresentanti dei vigili del fuoco, tra le categorie più impegnate per il terremoto. Nel corteo sono presenti, tra gli altri, esponenti di Cobas, Rifondazione comunista, Comunisti italiani, Sinistra critica, sindacati di base e alcune associazioni aquilane come Epicentro solidale.
Momenti di tensione si sono 10 Lug. Ore: 13.18 - avuti tra gli organizzatori e un gruppo di giovani che espongono uno striscione con una scritta "Smash G8" firmato da Tikb, che è il Partito comunista turco, che raffigura anche il simbolo della falce e martello con un mitra in mezzo. Gli organizzatori della Rete nazionale Go-g8 hanno discusso con i giovani che sostenevano il cartello, chiedendo la sua rimozione, ma alla fine si è raggiunto un compromesso e il cartello è rimasto al suo posto, senza con questo che si sia verificato alcun incidente. Il corteo prosegue regolarmente tra slogan e cori, intervallati da tamburi e fischietti.
Il corteo passando davanti ai cantieri della new town di Bazzano, dove si stanno costruendo abitazioni a prova di sisma per accogliere gli sfollati aquilani, hanno protestato. La soluzione della new town non piace ai comitati aquilani che stanno protestando al grido di "Case sì, ghetti no". I lavoratori del cantiere si sono fermati ad osservare il corteo. Non si vedono forze dell'ordine a protezione dell'area. Dal cielo vigila un elicottero della polizia. (ANSA 2009-07-10 14:31)

G8: NO AI RISPINGIMENTI, BLOCCATO IL PORTO DI VENEZIA (Radio Onda d'Urto) - Altre proteste sono comunque previste fra oggi pomeriggio e stasera in tutta Italia sia contro il G8 che in solidarietà agli arrestati di lunedì scorso. Aderenti alla rete nordest contro il G8 e ai centri sociali sono già entrati quest'oggi all'interno del Porto di Venezia per un'azione di protesta. I manifestanti si sono posizionati nella banchina bloccando per circa un'ora le navi traghetto provenienti dalla Grecia e contestando a gran voce le politiche di respingimento dei profughi di guerra. Durante l'azione la guardia di finanza avrebbe reagito in maniera scomposta, mostrando anche le armi agli attivisti. (Radio Onda d'Urto - 10 Lug. Ore: 13.18)

SCARCERATI GLI 8 FERMATI A ROMA, PER 5 OBBLIGO DI FIRMA (ANSA) - Tornano in libertà gli otto giovani fermati tre giorni fa a Roma in occasione dei disordini scoppiati in concomitanza con le iniziative di protesta contro il G8. Lo ha deciso il gip Barbara Callari che ha anche imposto a cinque di loro l'obbligo di firma quotidiano. Respinta, quindi, la richiesta di mantenimento degli otto in carcere fatta dal pm Giuseppe De Falco. I giovani sono indagati, a seconda delle singole posizioni, di danneggiamento, violenza e resistenza a pubblico ufficiale nonché di porto e detenzione di oggetti contundenti. Tutti facevano parte del gruppo di 36 che erano finiti in Questura in seguito all'intervento delle forze dell'ordine. (ANSA 2009-07-10 12:07)

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