in rivolta

Lunedì 19 marzo: Verso un comitato metropolitano per l'audit sul debito pubblico

17/3/2012

La crisi, in tutte le sue espressioni compresa l’ultima del debito sovrano, si è rivelata ancora una volta essere la strategia del capitale finanziario per espropriare il valore di tutto quanto rimanga di non-privato: dal welfare statale garantito a ciò che è ormai riconosciuto abitualmente come “beni comuni” (sia sotto forma di acqua, terra, energia, che di cooperazione sociale). La macchinazione ideologica costruita ad hoc dalla stampa e dai governi europei, marionette delle banche e delle agenzie di rating, è poi un odioso mezzo di distrazione di massa da quella che è la vera emergenza in Italia, come di molti altri paesi: il gravissimo “deficit” di democrazia, in nome della continua emergenza –quella artificiale- dettata dai mercati e dalle banche stesse. Ogni voce fuori dal coro viene dunque pesantemente criminalizzata, isolata o repressa (si veda quanto successo con i recenti blocchi dei Tir, la rivolta dei forconi o anche rispetto gli ultimi arresti utili a sferrare un colpo alla lotta NO TAV).
Noi denunciamo fermamente l’operazione di distruzione sociale in atto, dalla massiccia dismissione di forza lavoro alla disgregazione sociale attuata per dividersi le briciole di quell’1% che non solo, mai sazio, continua ad arraffare tutto quanto non sia ancora sotto il suo controllo, ma addirittura reclama il plauso del 99%. In questa distopia realizzata, trionfo del neoliberismo, degno delle peggiori politiche tachteriane, il controllo non si esercita più semplicemente sul lavoro e le forze produttive, bensì sull’intero spettro delle attività umane, anche quelle attività che vanno dal tempo libero agli affetti.
Di fronte a questa imponente ristrutturazione del capitale non possiamo quindi meramente indignarci, lasciando adito a strumentalizzazioni o a equivoci. E’ necessario organizzarsi e reagire direttamente contro il cavallo di troia di questa crisi: il debito. C’è chi vuole ridurlo tagliando servizi, sanità, istruzione o posti di lavoro, chi invoca l’austerità o il pareggio di bilancio. Noi no. A noi i pareggi stanno stretti. Noi vogliamo proporre l’esperienza di un audit che analizzi il debito pubblico –nazionale, ma anche cittadino e locale- per qualificarne le singole voci, contestarne gli interessi speculativi e ridefinirne termini e scadenze. Basta cedere ai ricatti di quelle banche che solo un paio d’anni fa sono state salvate proprio da quegli Stati oggi sotto la tempesta dei loro attacchi!
A quali interessi è stato contratto il debito? Come è stato gonfiato e per quali scopi? Qual è il montante del debito sovrano emesso per il salvataggio delle banche? Quali sono le responsabilità delle agenzie di rating nel crollo dei titoli? Quanto hanno guadagnato le banche sul maggior rendimento dei CDS (i titoli assicurativi del debito)? Da questi interrogativi emerge chiaramente come il sistema-debito sia diventato un meccanismo estremamente redditizio e di leva finanziaria per trafugare risorse pubbliche a vantaggio delle grandi banche e società di credito (e che crea un debito odioso, illegittimo). Una rendita parassitaria potenzialmente continua, garantito dallo
spauracchio centellinato del downgrading.


Un comitato per l’audit del debito pubblico che serva quindi in primis per fare informazione (lì dove si tace delle responsabilità politiche e dell’utilizzo deviato del debito pubblico), nonché contro- informazione rispetto alla velenosa copertura ideologica di tale operazione espressa bene dalle tristi locuzioni “dobbiamo fare tutti
sacrifici” e “abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità”. In secondo luogo che sia un valido strumento per moltiplicare, sulla base dell’analisi del debito c.d. illegittimo, momenti e luoghi di mobilitazione e conflitto. E’ una proposta quindi non er tecnici, gli esperti certamente servono, ma non sono l’anima del progetto. La soluzione per uscire dalla crisi è innanzitutto il non pagamento del debito illegittimo (secondo quanto stabilito dalla vigente normativa internazionale); contestualmente però è necessario ristrutturare e rinegoziare il debito, analiticamente considerato nelle singole voci, riguardo a interessi e scadenze di pagamento. La contestazione del debito infatti passa inevitabilmente da una visione politica alternativa all'orizzonte neoliberista dell'austerità, incentrata su politiche popolari, di difesa dei beni comuni.


Sulla base di queste considerazioni convochiamo un’assemblea pubblica metropolitana per decidere in modo democratico, diretto, la costituzione di tale comitato, nonché le condizioni del suo operato.

Lunedì 19 marzo ore 18,00
Aula 102 Università Statale di Milano
via festa del perdono 7
ASSEMBLEA CITTADINA
Aderiscono:
Rosso Collettivo
Atenei in Rivolta Milano
San Precario
No Expo
Rivolta il Debito
Qualcosa di Sinistra
Eterotopia
Comitato No Debito
Arci Metromondo
Libreria del Mondo Offeso
Sinistra Critica
Federazione della Sinistra