in rivolta

All'attacco di Brunetta!

17/6/2011

da San Precario
Durante un convegno sull’innovazione un gruppo di sedicenti precari ha messo in moto un’azione da commando che possiede tutti i crismi di un’incursione militare anche se apparentemente, si badi bene, solo apparentemente, si è svolta in modo pacifico.

Queste azioni alla West Point vengono dette incursioni pacifinte, sono vietate dalla convenzione di Ginevra, e vengono preparate meticolosamente nei campi di addestramento rom direttamente installati nelle periferie delle nostre città.
Analizziamo l’azione.

il video

La prima parte è definita in gergo “La mimetica” e consiste nell’introdursi all’interno dell’obiettivo come se niente fosse, vestiti normali, casual. Per quanto la cosa possa sembrare poco sorprendente, gli istruttori militari della Nato ripetono in continuazione che sarebbe più facile individuare il nemico se questo si vestisse con mimetica e si segnasse il viso con le classiche due ditate di catrame nero, posizionate sulle guance parallelamente preferibilmente usando il dito indice e medio (anche se ci sono diverse tecniche).

La seconda fase è definita “La bestiale”, o del lupo cattivo. Consiste nel prendere parola facendo finta di essere Capuccetto Rosso, assumendo la sua vocina tenue. Dal video si evince in maniera netta l’efficacia di questa tecnica. Si sente una vocina lontana che dice “Mi scusi”, e poi ancora “Mi scusi”. L’obiettivo, in questo caso il ministro Brunetta, vista la propria sensibilità, cade immediatamente nella trappola, e non capendo il senso di quelle paroline dolci è costretto, sottolineiamo è costretto, ad invitare il soggetto infiltrato ad avvicinarsi dicendo “Signorina, ma che vocina tenue che ha”. In questo caso l’infiltrata mentalmente risponde con un vocione “E’ per fregarti meglio”. Questa frase, solo pensata, ma percepita da tutti gli elementi del commando, dà il via all’azione.

Nella terza scena scatta il panico: essa è denominata “Ciak si gira”. Nel momento in cui la terrorista pronuncia la parola “precaria”, il ministro – in quanto a West Point ha tenuto lezioni di autodifesa collettiva internazionale ed eurospaziale con manuali scritti di proprio pugno, il “Sun Tzu Brunetta” e il “Ken Shiro Brunetta style”- capisce di essere sotto attacco e con manovra subitanea si sottrae alla morsa del confronto che altro non è che uno scontro camuffato.

E’ la quarta fase – detta “Patatrak” – a dimostrare la preparazione, la determinazione, gli intenti terroristici e criminali dei convenuti senza convenevoli al convegno. Con una manovra a tenaglia costoro estraggono quello che all’apparenza sembra uno striscione e che invece è una barriera di tessuto al titanio arricchito con uranio impoverito (tipico ossimoro dei sedicenti precari) che, posizionato al centro della sala, è capace di prendere in ostaggio l’insieme degli astanti.
Solo una mossa tempestiva e decisa di una guardia del corpo appartenente al corpo d’élite riesce con un colpo detto del maglio perforante a fare un piccolo, ma piccolo, sbrego nel tessuto impoverito ed arricchito, attraverso il quale il ministro si infila agilmente.

Il piano è fallito, anche se un incursore nemico cerca di lanciarsi prepotentemente contro il mezzo blindato che scorta il ministro verso lidi sicuri. La magrezza del soggetto, quindi la sua spigolosità, ci fanno pensare ad un individuo particolarmente tagliente, capace con un solo colpo d’anca di striscio (anca magari rinforzata con metalli pesanti) di tagliare la lamiera dell’auto. Ma il pilota, avvertito dal generale Brunetta, schiva il colpo.

Questi individui, coloro che hanno assestato un colpo così formidabile, casualmente fallito, solo per aver sottovalutato le capacità tattico-strategiche del feldmaresciallo Brunetta, si sono definiti precari.
Lo statista Brunetta ha precisato che costoro non si possono definire tout court precari, in quanto da informazioni certe risulta che nella vita hanno l’hobby di collezionare chi farfalle, chi biglie di vetro, chi giochini della PlayStation. In quanto impegnati in altre attività non sono paragonabili a chi è così precario da non aver neanche il tempo, o comunque i soldi, per uscire di casa.
E per questo, per ragioni di sicurezza, è necessario che coloro che non sono completamente precari lo diventino in fretta, in modo che la prossima volta non sorgano loro cattivi pensieri. E’ anche il caso di smantellare, forse, le basi rom, ove l’addestramento di costoro sicuramente avviene.