in rivolta

Bologna 27 Gennaio 2011: studenti e lavoratori in piazza per lo sciopero

27/1/2011

Oggi a Bologna 3 cortei in occasione dello sciopero indetto dalla FIOM: lavoratori e studenti da diverse piazze confluiranno in Piazza Maggiore dove alle 12 parleranno la segretaria della Cgil Susanna Camusso e quello della Fiom Maurizio Landini.

Il testo di studenti e precari letto dal palco della Fiom in Piazza Maggiore:
Oggi gli studenti medi e universitari e i precari del mondo della formazione di Bologna e hanno deciso di partecipare allo sciopero non solo per solidarietà, doverosa, verso i lavoratori della FIOM, ma per complicità, per la convinzione che le lotte che in Italia stanno cercando di ostacolare chi vorrebbe averci con meno diritti debbano unirsi e parlare a tutta la società. l'attacco che voi subite in questo momento altro non è che un attacco alla libertà di tutti noi. Perché i diritti conquistati con lunghissimi anni di lotte ci appartengono e non solo sono un bene comune da difendere, ma anche un terreno di lotta per la costruzione di nuovi diritti.

Oggi noi partecipiamo al vostro sciopero cercando forme nuove di scioperare: con blocchi del traffico e del flusso delle merci, come abbiamo fatto più volte durante quest'autunno e qui a Bologna con il blocco dell'autostrada il 30 novembre. La nostra generazione, fatta di precariato, di non garantiti e di contratti atipici non ha infatti la possibilità di scioperare come voi, per questo cerchiamo nuove forme di lotta(visibilità).
Ci hanno raccontato che la nostra generazione avrebbe avuto più possibilità di quella dei nostri nonni e dei nostri genitori, ma ci stiamo accorgendo che questa è un'illusione: le nostre scelte sono vincolate continuamente dal ricatto e dalla subordinazione, come ricattati e subordinati siete voi e tutti i lavoratori delle fabbriche. Il modello marchionne e la riforma gelimini vanno di pari passo, nella stessa direzione di smantellamento dei nostri diritti, delle nostre possibilità, della nostra libertà.

Il ddl Gelmini aggrava ancor di più questa situazione con un taglio pesantissimo alle borse di studio, che di fatto elimina il diritto per molti di studiare, peggiorando la condizione dell'università italiana e del diritto d'istruzione in questo paese. Il movimento universitario e studentesco, fatto da studenti, ricercatori, precari e insegnanti in questi mesi si è battuto contro questo disegno di legge. Allo stesso tempo abbiamo guardato oltre l'emergenza attuale e abbiamo detto che l'università per come l'abbiamo conosciuta, ben prima dei tagli di questo governo, non è un'università che ci piace: abbiamo sempre criticato la mancanza di libertà nella ricerca e nelle scelte formative, i rapporti feudali e la precarizzazione presenti all'interno dell'università.

Di fronte alle condizioni di vita che sperimentiamo ogni giorno si è imposta per noi naturalmente la necessità di mettere al centro la questione di un nuovo welfare, di un reddito minimo garantito e di nuove tutele contro la precarietà della vita e del lavoro.

La crisi economica ha creato disoccupazione, tagli ai servizi, alla cultura, alla formazione. Le condizioni di vita future, quelle di noi tutti, sono una posta in palio che dobbiamo conquistare.

Noi pensiamo che si possa uscire da questa crisi, attraverso le nostre lotte, solo con un investimento sulla formazione, sui diritti, sul welfare e con un rilancio in avanti del nostro paese ma non solo,. Ci sentiamo vicini e complici di tutti coloro che in Europa e non solo, dall'Inghilterra alla Tunisia, si ribellano e cercano di costruirsi un futuro diverso.

Deve essere la presa di parola collettiva di lavoratori, precari e non, degli studenti, e delle tante realtà che si battono in questo momento per avere la possibilità di scegliere sul nostro futuro, a tracciare una via diversa da quella del governo berlusconi, a imporre la nostra uscita dalla crisi.

La giornata di oggi è secondo noi un passo importante in questo senso. Dobbiamo incontrarci, parlarci, confrontarci sempre di più, costruire altre tappe di mobilitazione, dopo questa giornata, che ci portino a parlare sempre più un linguaggio comune capace di mandare un messaggio forte.

Noi siamo convinti che sia necessario, in questo senso, che si chiami uno sciopero generale al più presto. Lo diciamo da tempo e continueremo a chiederlo perché crediamo che l'unione delle lotte sia l'unico orizzonte possibile. Sciopero generale, lo diciamo a gran voce per cominciare un reale percorso di unione, che sia forte, che coinvolga tante e tanti, e diversi.

Sciopero generale e generalizzato per avviare un percorso politico per riprendere in mano il nostro futuro.

Studenti e precari - Bologna

La diretta del corteo:

ore 14.15
Il corteo è arrivato a destinazione. Ma non finisce qui: domani gli studenti si ritroveranno alla facoltà di economia per contestare un seminario organizzato dall'unibo sul tema delle relazioni industriali nel nostro paese e a cui interverranno due parlamentari del pd e del pdl che hanno sostenuto l'accordo di mirafiori.

ore 14
Il corteo prosegue dirigendosi verso la zona universitaria.

ore 13.15
Continua il corteo, e lo striscione è talmente grande che non passa per la via principale di bologna.
Dopo aver praticato un blocco del traffico in porta galliera il corteo continua a muoversi luogo i viali,dopo porta mascarella.

ore 13
E il corteo riparte lungo via indipendenza.

ore 12.30
Dalla piazza,mentre sta parlando la camusso,segretaria generale della cgil,si leva la protesta al grido di "sciopero sciopero generale"!

ore 12.15
Il corteo si sta spostando sotto il palco durante l'intervento del segretario della Fiom, Landini.

ore 12
Gli studenti e le studentesse hanno srotolato uno striscione di varie decine di metri sul sagrato della chiesa di san petronio, urlando sciopero generale mentre dal palco c'è un intervento di uniti contro la crisi.

ore 11.30
Il corteo del mondo della formazione ha ora abbandonato i viali e sta scendendo luogo via santo stefano per raggiungere piazza maggiore per reclamare insieme ai lavorat* lo sciopero generale e generalizzato.
Ora stiamo attraversando piazza santo stefano. Siamo a pochi metri dal palco metalmeccanico.

ore 11
Il corteo sta ora per raggiungere porta mazzini, cantando noi la crisi non la paghiamo, ve la paga il vaticano!

studentiore 10.30 Il corteo del mondo della formazione dopo essersi aggregato a quello degli studenti e delle studentesse delle superiori sta ora attraversando via Zamboni. E' iniziata una grande giornata di lotta per bloccare tutta la città!

ore 10.15
Dopo aver bloccato via irnerio, una delle principali strade del centro città, il corteo degli studenti medi ha percorso via alessandrini e ora è su via delle moline e punta su piazza verdi per unirsi al corteo degli universitari.

ore 10
Il corteo di studenti medi sta ora percorrendo via mascarella e punta verso il centro di bologna.il grido che si alza è "noi la crisi ve la creiamo"!

ore 9.45
Il corteo ha bloccato viale berti pichat e ora si sta dirigendo verso porta mascarella al grido di "sciopero sciopero generale!"

ore 9.30
La mattinata è iniziata presto per tutti i lavoratori e le lavoratrivi che ora stanno partendo da Porta Saragozza. Tanta la partecipazione dalle fabbriche della provincia e tanti sono i migranti e le donne che sono scesi in piazza. Fiom in testa e a seguire Uniti contro la crisi, Assemblea Anticapitalista e altri settori sociali.

E' partito da Piazza Verdi il corteo di studenti delle scuole superiori. Gli striscioni delle diverse scuole che negli ultimi mesi hanno protestato contro la riforma universitaria richiamano allo sciopero generale e all'unità della lotta con i lavoratori.