Ragazzi in bicicletta, famiglie con passeggini, immigrati, ambientalisti, movimenti, associazioni, artisti del teatro Valle occupato, sindacalisti, militanti dei partiti di opposizione, sindaci e minisindaci col tricolore. Tutti insieme per gridare che "Roma non si vende, Roma si difende". E così la sua acqua e l'azienda che ne gestisce la distribuzione.
Tanti gli striscioni nel serpentone partito in sordina e poi cresciuto lungo il percorso tra via Cavour e i Fori Imperiali fino a piazza Santi Apostoli dove si è tenuto il comizio finale. Tanti gli slogan, la musica, i fischietti, i cori. Due le parole d'ordine: acqua pubblica e beni comuni. Intervallate dalle richieste di dimissioni di Alemanno. In piazza anche i lavoratori Acea, da lunedì in assemblea perché "l'azienda - spiegano dal camion-palco - non è del sindaco, questa città non è del sindaco. Roma non si vende come non si vendono i lavoratori, come non si vendono i cittadini".
Tante anche le bandiere della Cgil (con in piazza il segretario di Roma e Lazio Claudio
Di Berardino), del Partito democratico, della Federazione della sinistra, di Sinistra critica, dei Cobas e di Legambiente, oltre a quelle dei movimenti come Action o la neonata Libera repubblica romana. La prima prova di una possibile grande coalizione d'opposizione verso le amministrative del 2013 per battere il candidato di centrodestra. Per ora lo scontro è in rete: nella politica 2.0 il botta e risposta tra sindaco e cittadini viaggia su Twitter. "Basta balle, l'acqua di Roma resterà pubblica, gestita da 'Ato2', che è l'ente istituzionale. Acea, già quotata, la distribuisce" ha scritto Alemanno. Un cinguettìo che ha innescato la reazione degli organizzatori: "Menti sapendo di mentire: basta balle lo diciamo noi".
A suggerire un passo indietro al sindaco anche il segretario regionale del Pd Enrico Gasbarra che chiede di ascoltare "le invocazioni dei romani" e "ritirare il provvedimento su Acea economicamente scellerato". "Se proprio poi è così convinto del suo progetto - continua Gasbarra - lo fermi per ora e lo sottoponga al giudizio popolare alle elezioni amministrative del 2013. Vediamo se i romani lo voteranno".
E mentre i movimenti cittadini promettono che "questo è solo l'inizio. Torneremo presto a manifestare in piazza del Campidoglio" ieri vietata e blindata per motivi di sicurezza, il coordinamento per l'acqua pubblica lancia già un nuovo appuntamento: una manifestazione nazionale il 2 giugno per riaffermare "che la Repubblica e i suoi beni primari sono dei cittadini".
di Viola Giannoli da Repubblica.it
(06 maggio 2012)