in rivolta

Roma - 10mila in piazza contro la privatizzazione di ACEA

07/5/2012

Undici mesi fa la vittoria del sì ai referendum sull'acqua pubblica. Ieri, tra piazza Vittorio e piazza Santi Apostoli, ancora un corteo "per chiedere che quel voto venga rispettato". Inferiori, certamente, i numeri, ma sono bastate poche righe contenute nella delibera 32 del Campidoglio sulle holding all'interno della quale è inserita la cessione del 21 per cento di Acea, per riportare in piazza più di 10mila cittadini.

Ragazzi in bicicletta, famiglie con passeggini, immigrati, ambientalisti, movimenti, associazioni, artisti del teatro Valle occupato, sindacalisti, militanti dei partiti di opposizione, sindaci e minisindaci col tricolore. Tutti insieme per gridare che "Roma non si vende, Roma si difende". E così la sua acqua e l'azienda che ne gestisce la distribuzione.

Tanti gli striscioni nel serpentone partito in sordina e poi cresciuto lungo il percorso tra via Cavour e i Fori Imperiali fino a piazza Santi Apostoli dove si è tenuto il comizio finale. Tanti gli slogan, la musica, i fischietti, i cori. Due le parole d'ordine: acqua pubblica e beni comuni. Intervallate dalle richieste di dimissioni di Alemanno. In piazza anche i lavoratori Acea, da lunedì in assemblea perché "l'azienda - spiegano dal camion-palco - non è del sindaco, questa città non è del sindaco. Roma non si vende come non si vendono i lavoratori, come non si vendono i cittadini".

Tante anche le bandiere della Cgil (con in piazza il segretario di Roma e Lazio Claudio
Di Berardino), del Partito democratico, della Federazione della sinistra, di Sinistra critica, dei Cobas e di Legambiente, oltre a quelle dei movimenti come Action o la neonata Libera repubblica romana. La prima prova di una possibile grande coalizione d'opposizione verso le amministrative del 2013 per battere il candidato di centrodestra. Per ora lo scontro è in rete: nella politica 2.0 il botta e risposta tra sindaco e cittadini viaggia su Twitter. "Basta balle, l'acqua di Roma resterà pubblica, gestita da 'Ato2', che è l'ente istituzionale. Acea, già quotata, la distribuisce" ha scritto Alemanno. Un cinguettìo che ha innescato la reazione degli organizzatori: "Menti sapendo di mentire: basta balle lo diciamo noi".

A suggerire un passo indietro al sindaco anche il segretario regionale del Pd Enrico Gasbarra che chiede di ascoltare "le invocazioni dei romani" e "ritirare il provvedimento su Acea economicamente scellerato". "Se proprio poi è così convinto del suo progetto - continua Gasbarra - lo fermi per ora e lo sottoponga al giudizio popolare alle elezioni amministrative del 2013. Vediamo se i romani lo voteranno".

E mentre i movimenti cittadini promettono che "questo è solo l'inizio. Torneremo presto a manifestare in piazza del Campidoglio" ieri vietata e blindata per motivi di sicurezza, il coordinamento per l'acqua pubblica lancia già un nuovo appuntamento: una manifestazione nazionale il 2 giugno per riaffermare "che la Repubblica e i suoi beni primari sono dei cittadini".

di Viola Giannoli da Repubblica.it

(06 maggio 2012)