Una grande vittoria quella che ieri i comitati hanno festeggiato a Bocca della Verità, una vittoria in cui si aveva timore e voglia di credere allo stesso tempo, una vittoria che è arrivata e che segna un momento storico, discriminante per i movimenti futuri.
La battaglia per l'acqua pubblica ha vinto e i vincitori e le vincitrici siamo noi, noi che abbiamo raccolto le firme, che abbiamo partecipato ai comitati, che abbiamo votato si. Abbiamo arrestato la liberalizzazione del servizio idrico e la costruzione delle centrali nucleari con una mobilitazione dal basso che, a dispetto del silenzio dei mass media, ha raggiunto quasi 30 milioni di cittadine e cittadini. Il governo e l'opposizione, che hanno provato a osteggiare e cavalcare la mobilitazione nelle ultime settimane, l'hanno invece subita, trovandosi costretti ora a fare i conti con l'indignazione di chi ha affermato di essere stufo delle politiche che antepongono i profitti ai nostri diritti.
Nelle università di molte città d'Italia i collettivi hanno raccolto le firme, organizzato iniziative e azioni e pubblicizzato la campagna referendaria. Abbiamo fatto nostra questa battaglia, ne abbiamo riconosciuto l'importanza e la radicalità e l'abbiamo portata avanti con il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua. Siamo scesi in piazza a fianco dei comitati nelle manifestazioni nazionali degli ultimi anni e insieme a loro ieri abbiamo festeggiato in tutte le piazze d'Italia.
La vittoria di questo weekend è la vittoria di tutti i movimenti che si battono contro lo strapotere del governo e di Confindustria, dal NoTav agli abitanti dell'Aquila, dagli studenti agli operai della Fiat, dagli abitanti di Terzigno alle donne. Quella che ha vinto è la società in movimento, che ha dimostrato che il lavoro di base e la radicalità dei contenuti può vincere.
Il vento di rivolta che soffiava questo inverno dal Nord Africa, che ha acceso la rabbia degli Indignados spagnoli, è arrivato anche in Italia. Finalmente possiamo dirlo: abbiamo vinto!
La gioia che era in piazza ieri era espressione della stessa rabbia che è esplosa il 14 dicembre in Piazza del Popolo a Roma. Rabbia che ha infiammato le rivolte dell'anno che abbiamo alle spalle e che ha portato a questa vittoria. Ma il traguardo che abbiamo raggiunto non deve rappresentare un punto di arrivo; siamo a un giro di boa, dopo il quale non possiamo fare altro che continuare a vincere.
La vittoria a questo referendum segna il tramonto di una politica oramai vecchia, distante dalle persone e dai loro reali bisogni. Non si tratta solamente della sconfitta del governo e di Berlusconi ma anche dei partiti dell’intera sinistra istituzionale, che non hanno mosso un dito per raccogliere le firme e si sono gettati nel referendum solo nell’ultimo mese, quando si fiutava la possibilità di vittoria.
Il percorso che ha portato a questa vittoria referendaria ci indica la necessità di un nuovo modo di fare politica e una strada ben precisa da percorrere. Costruendo percorsi dal basso, autorganizzando comitati di cittadini, promuovendo percorsi di partecipazione e democrazia diretta, questo referendum ha ridato a milioni di persone la possibilità di decidere ed incidere sulla politica di questo Paese. Questo referendum ha fatto crescere la convinzione che lottando è possibile cambiare il corso della storia e che la partecipazione diretta di milioni di persone può mettere in crisi qualunque governo.
E' da qui che a settembre dobbiamo ripartire. Mettere a frutto gli insegnamenti di questi 2 anni di battaglia e impiegarli nelle altre che costruiremo o che continueremo a portare avanti. Dopo l'acqua ci riprenderemo le scuole e le università, il diritto allo studio e all'abitare. Dopo aver fermato l'ipotesi del ritorno al nucleare, fermeremo la costruzione degli inceneritori e della Tav.
“El pueblo unido jamás será vencido” cantavamo ieri durante i festeggiamenti per la vittoria al referéndum. La stessa cosa cantavano gli Indignados spagnoli mentre invadevano le piazze di tutta la Spagna.
Con questa vittoria si apre una nuova fase e nasce una nuova politica. Non ci fermiamo, continuiamo a vincere!
AteneinRivolta - Coordinamento Nazionale dei Collettivi