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Milano Statale - Una libreria autogestita che rivolterà l’Università

17/4/2012

Ovvero come combattere l’aziendalizzazione del sapere



Le esigenze, i bisogni, le necessità spesso non sono nitide. Molte volte lo sfrecciare nelle nostre città ci porta a perdere la chiarezza di quello che ci serve veramente, quello che ci manca nella velocità insoddisfatta.
Ma i nostri bisogni, anche se a volte non li distinguiamo, scalpitano e se trovano i torrenti giusti scoppiano, si esprimono e devono essere appagati. Questo è quello che serve a noi come studenti e studentesse, trovare i torrenti che ci permettano di soddisfare le nostre necessità spesso inespresse e totalmente irrisolte.
Siamo voluti partire dalle nostre esigenze per capire al di là di tutto cosa non funziona nelle nostre facoltà, come la crisi e il debito dentro l’Università si concretizzano e ci tolgono ciò che ci serve, e abbiamo voluto andare oltre a noi facendo inchiesta attraverso dei questionari chiedendo lo stesso ai nostri compagni di corso, altri corridori precari come noi.
Non siamo dovuti andare troppo a cercare i problemi, le mancanze e le brutture dell’Università, visto che ci si sono gettati direttamente in faccia: carenza di spazi, tempi di studio invivibili, costi dei libri e non solo ingestibili.
Ed ecco che come espressione paradigmatica di tutto ciò, nella nostra Università vengono calpestati anche gli stessi luoghi e le stesse esperienze ormai assunte e vitali per tutti, tra le poche modalità di sopravvivenza per chi studia: la storica Libreria Cuem è stata chiusa per fallimento dovuta a una gestione sconsiderata dei responsabili dell’appalto, con enormi indebitamenti e il non pagamento da più di un anno e mezzo degli stipendi dei dipendenti . Occupata nel ’68, la libreria forniva un servizio centrale di recupero libri a un prezzo accessibile e un aiuto per trovare le informazioni e le indicazioni per aggirarsi più agilmente tra lezioni, segreterie e appelli.
Tutto questo non ci doveva essere più, il mercato è il mercato e i bisogni degli studenti e delle studentesse e il diritto allo studio non potevano competere. Dovevamo rimanere a testa bassa e se proprio volevamo potevamo andare alla CUSL, libreria in mano a Comunione e Liberazione e unico servizio di questo tipo attivo dopo la chiusura della CUEM.
Abbiamo deciso che nella CUEM, dietro le porte sbarrate, c’era il torrente che cercavamo. E l’abbiamo riaperto, gli abbiamo permesso di scorrere nuovamente.
Quello che vogliamo è riprenderci quello che ci serve e che dev’essere nostro, i libri, il sapere, e non solo. Prendere il sapere e condividerlo, in modo largo e libero, aprirlo a tutt*. Prenderlo per criticarlo, decostruirlo, combatterlo se necessario e anche portare il sapere che non viene fatto fruire nei nostri corsi, portare quello che non esiste nei programmi ufficiali, irrompere con la nostra vita, con quello che ci tocca al di fuori dei saperi accademici.
Prendere gli spazi della nostra Università e viverli come non abbiamo mai fatto e come ci impediscono di fare: timbrare il cartellino a lezione e agli esami ci fa salire la nausea, noi abbiamo bisogno di socialità, di relazione, di condivisione di tempi diversi oltre che di saperi.
Una libreria autogestita che sia strumento di rottura, di coscienza critica, che sia un porto in cui passare, fermarsi quanto si vuole, prendere e lasciare quello che si vuole e ripartire più forti.
La velocità non ti permette di vedere chiaro, di distinguere quello che ti serve. A volte l’unico modo per farlo e fermarti, vedere chi ti sta intorno, prenderti il tuo spazio, riprendere fiato, e aprire un libro.
“… pillola azzurra, fine della storia, domani ti sveglierai in camera tua e crederai a quello che vorrai; pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie e vedrai quant’è profonda la tana del bianconiglio.”

Deragliamento Collettivo – Ateneinrivolta Milano

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