La sfida degli studenti riparte dalla Sapienza. Sarà l’ateneo di piazzale Aldo Moro il fortino in cui gli universitari, mente e braccia del movimento che da 13 mesi agita le piazze dalla capitale, riorganizzeranno la loro protesta per invadere di nuovo le strade di Roma, il 17 novembre, nella Giornata mondiale di mobilitazione studentesca.
La caduta del governo e la festa per le dimissioni di Berlusconi fanno già parte del passato e per “presidiare” l’inizio di settimana che li separa da un nuovo corteo lasciando al centro del dibattito i temi della crisi economica, della sudditanza della politica alla finanza e i guai interni al mondo della formazione, i ragazzi hanno lanciato un appuntamento lungo tre giorni: “Occupy Sapienza”.
«Sarà un atto di riappropriazione collettiva di idee, spazi e alternative da parte di quel 99 per cento che non vuole pagare la crisi, respinge le politiche di austerity, non accetta un futuro di precarietà» scrivono gli studenti nei tweet e sulla pagina Facebook dedicata all’evento. E ancora, «Occupy Sapienza vuol dire tornare a decidere: riprendere parola sulla propria vita, sullo sviluppo del proprio territorio, sulla gestione dell'acqua, dei trasporti, dell’energia, sui beni comuni, sul lavoro, sull’economia. Siamo stanchi di leggere il nostro futuro, noi vogliamo poterlo scrivere».
"Discuteremo dell'iniziativa Occupy Sapienza ma anche del corteo del 17 novembre - spiega Marta Autore di Atenei in Rivolta
- perché ora, dopo la caduta di Berlusconi, continuiamo a trovarci davanti al forte rischio, o meglio, alla certezza, che verranno applicate misure durissime con il consenso bipartisan. Proprio Monti disse che le uniche cose buone del precendete governo sono state la riforma Gelmini e il piano Marchionne: i nostri peggiori nemici contro cui ci siamo mobilitati l'anno scorso. Per questo e contro i divieti, torneremo a manifestare".
In sei facoltà su 11, da Fisica a Lettere, da Economia a Giurisprudenza, da Scienze Politiche a Filosofia, si terranno assemblee, seminari, cineforum, spettacoli, aperitivi e incontri sulla crisi con professori pronti a spiegare i termini entrati di diritto nel vocabolario quotidiano, come lo spread o il default.
Il dipartimento di Igiene verrà trasformato dagli aspiranti camici bianchi in un «luogo del possibile», dall’alba al tramonto, preparando per la notte l’occupazione dell’edificio. Da domani fino al 16 novembre si alterneranno corsi di sutura, di primo soccorso e di dissezione, dibattiti sul disagio mentale, mostre di fotografia, aperitivi e proiezioni serali.
Martedì assemblee a staffetta si terranno in tutta la cittadella universitaria, mentre il pomeriggio alle 17 sarà il vecchio edificio di Fisica ad ospitare l’assemblea di ateneo. "Discuteremo dell'iniziativa Occupy Sapienza ma anche del corteo del 17 novembre - spiega Marta Autore di Atenei in Rivolta - perché ora, dopo la caduta di Berlusconi, continuiamo a trovarci davanti al forte rischio, o meglio, alla certezza, che verranno applicate misure durissime con il consenso bipartisan. Proprio Monti disse che le uniche cose buone del precendete governo sono state la riforma Gelmini e il piano Marchionne: i nostri peggiori nemici contro cui ci siamo mobilitati l'anno scorso. Per questo e contro i divieti, torneremo a manifestare".
Ad Economia, sempre martedì, alle 11, è previsto un seminario con Don Ciotti su crisi e mafie. Mentre mercoledì andrà in scena l’appuntamento che durerà l’intera giornata “Idee in movimento per un’altra economia” con la collaborazione di “Sbilanciamoci”, rete di organizzazioni che dal 1999 portano avanti un modello di sviluppo alternativo.
A Scienze Politiche aperitivi live e cineforum si alterneranno, mercoledì, con la proiezione di “Black bloc” di Carlo A. Bachschmidt, il film documentario presentato quest’anno alla Mostra del cinema di Venezia.
A Lettere, martedì, andranno in scienza performance teatrali, mentre mercoledì sarà una mattinata di agitazione interna con interventi a lezione, cortei nei corridoi e volantinaggio. Alle 12 il professor Piero Bevilacqua terrà un corso pubblico su crisi e debito e alle 17 ci sarà un incontro dal titolo “Insorgenze culturali” con i lavoratori dello spettacolo del teatro Valle, dell’ex Cinema Palazzo e del teatro del lido di Ostia.
Pranzi sociali, dibattiti e aperitivi riempiranno anche l’edificio di Biologia. A Villa Mirafiori, nello splendido palazzetto di Filosofia, dopo l’aperitivo musicale del martedì sera, i ragazzi lasceranno spazio alla presentazione del libro “Tumulti” sugli sconvolgimenti internazionali degli ultimi 12 mesi.
L’occupazione della Sapienza, dunque, durerà tre giorni. Ma lo slogan va ben oltre: «Le nostre battaglie sono contro i diktat della Banca centrale europea, contro le politiche di austerity, per la libertà e per la democrazia. Per questo, più in generale, abbiamo lanciato la campagna “Occupy your life”» rilancia Alioscia Castronovo di UniCommon.
Sgomberata la cittadella, l’appuntamento sarà di nuovo con la piazza: il 17 novembre alle 9, assieme agli studenti medi, di fronte al colonnato razionalista progettato da Marcello Piacentini. Si rivedrà il book bloc, primo cordone di libri-scudo di cartone e gommapiuma. Più lontana sembra invece la richiesta di un’autorizzazione alla Questura visto che i ragazzi si riuniranno in assemblea d’ateneo soltanto martedì, quando sarà tecnicamente tardi per dare preavviso del corteo. «Ci riprenderemo comunque gli spazi negati dai divieti antidemocratici di Alemanno e Maroni» annuncia battagliera l’assemblea di Medicina. «Non possono toglierci lo spazio del dissenso e della protesta – conclude Elena Monticelli di Link – a maggior ragione ora che il paese sta attraversando una fase delicata. Noi studenti vogliamo riprendere parola, riaprire lo spazio di un dibattito politico ristretto sia dalla supremazia della finanza che dalle limitazioni imposte alla democrazia e alla libertà di manifestare».
(13 novembre 2011)